La Fondazione

La fondatrice Maria Massani

A Maria Massani (13 novembre 1897 - 16 aprile 1990), figura di donna incredibilmente longeva e creativa, Rimini deve non poche delle sue più notevoli istituzioni educative e culturali del secondo Novecento.

L'esperienza romana e il sodalizio con Montini, Righetti, Marvelli

Fin dalla sua gioventù universitaria romana a “La Sapienza” – dove frequentò la Facoltà di lettere e si laureò in Storia dell'Arte, con una tesi dedicata all'Abbazia di San Colombano di Bobbio, poi trasformata in saggio nel 1928 – la Massani conobbe bene l'Azione Cattolica e partecipò attivamente alla vita culturale della FUCI – assumendone per alcuni anni anche la carica di presidentessa della sezione femminile; proprio in questo ambito entrò in confidenza con il coetaneo Giovanni Battista Montini (1897 – 1978), futuro arcivescovo di Milano, cardinale e poi Papa col nome di Paolo VI (1963 – 1978). Maria, inoltre, fu amica e sodale fin dal 1921 di Igino Righetti (1904 – 1939) e divenne, al suo ritorno in “patria” dalla Capitale, insegnante di Letteratura Italiana e Storia dell'Arte del giovane Alberto Marvelli (1918 – 1946), alla cui persona si sentì, da subito, spiritualmente vicina e affine. Difatti, sempre a Rimini, fu vicepresidentessa di quel Movimento Laureati Cattolici che Alberto presiedeva dal 1945; per la canonizzazione del suo allievo e amico di un tempo, e per la valorizzazione dell'eredità etica e spirituale del futuro beato riminese, impegnerà buona parte della sua esistenza, redigendo una biografia (Alberto Marvelli, operaio di Cristo, 1946), curando l'edizione del Diario (1968) e raccogliendo molte Testimonianze (1983) a favore della causa di beatificazione.

Col vescovo Santa ed eruditi di fama locale e internazionale

Un'altra illustre figura religiosa che la Massani ben conobbe e intese valorizzare storicamente fu quella di Monsignor Luigi Santa (1895-1953), missionario della Consolata per vent'anni e vescovo di Rimini dal 1945 al 1953; la sua biografia umana e spirituale fu tracciata dall'autrice in La croce e il Pastorale (1957). Maria godette, infine, della confidenza e del sostegno di Giorgio La Pira (1904-1977), di Igino Giordani (1894-1980) e di Giuseppe Lazzati (1909-1986) e fu in rapporti amichevoli sia con eruditi locali come Giuseppe Pecci (1891-1969), sia con studiosi di fama internazionale della stampo di Giuseppe Billanovich (1913-2000). Molti altri illustri nomi dovrebbero essere qui segnalati, ma per ragioni di spazio ci fermiamo ai suddetti, limitandoci a rilevare l'ampio e mai provinciale orizzonte culturale in cui la Massani ha agito.

Amore per la pittura

Molto interessata alla civiltà artistica medievale e rinascimentale, Maria ventenne trovò un vero maestro d'arte e di ricerca storica nel pittore e studioso Gino Ravaioli (1895-1982). Da lui apprese, in effetti, l'amore per la pittura e ne fu iniziata alla pratica; si narra che la Massani, innamoratasi di Ravaioli, riuscì con il suo carisma a rinsaldarlo definitivamente nella fede cristiana, ma non poté trovare in lui il compagno di vita che avrebbe desiderato. La vicenda sarà poi trasfigurata nell'unico romanzo scritto dalla Nostra: "Tra l'Arco e il Ponte" (1939), un racconto storico-sentimentale ambientato nella Rimini napoleonica. Ma di questa passione artistica e affettiva rimase a Maria anche l'abitudine all'esercizio pittorico, di cui ci restano numerose testimonianze in nature morte di gusto semplice e fresco, benché di dignitosa e sensibile fattura. Una produzione che attende ancora di essere meticolosamente esplorata e criticamente valutata.

La Casa Studiosa: una vita di … corsi

Negli anni Cinquanta, sulle rovine belliche di una delle case della famiglia Massani, sorse, al numero 69 di via Cairoli, la “Casa della Gioventù Studiosa – Alberto Marvelli”, con l'intento di creare un centro vivo di cultura cristiana, di dare assistenza religiosa e sociale agli studenti delle scuole pubbliche, di promuovere quanto potesse risultare utile alla formazione culturale delle nuove generazioni. Due gli ideali fondanti di questa realtà: l'esperienza laicale della vita cristiana quale lievito della convivenza civile e il tema della sussidiarietà tra pubblico e privato. All'interno della “Casa”, Maria aveva istituito e presieduto, nel corso degli anni due Fondazioni, la “Alberto Marvelli” e la “Igino Righetti”. Attraverso questo duplice strumento giuridico e organizzativo, le fu possibile avviare progetti molto ambiziosi e lungimiranti, attenti innanzitutto alla realtà sociale ed economica riminese: i Corsi Serali di Lingue Estere, fra cui il russo e il tedesco, il Corso Biennale per Assistenti Turistici, Hostess e Interpreti, la Scuola per Assistenti Sociali dell'Antica Università Picena, Il Corso Estivo di Lingua, Letteratura e Cultura Italiana per Stranieri diretto dall'Università di Bologna e, soprattutto, la Scuola Superiore di Studi Turistici, della Facoltà di Economia e Commercio dell'Ateneo Bolognese, profetica precorritrice e genitrice della presenza universitaria a Rimini.